Paste di Mandorla di Maletto: i Dolci Artigianali della Dolceria Orefice e l’Oro Verde di Bronte

Paste di Mandorla di Maletto: i Dolci Artigianali della Dolceria Orefice e l’Oro Verde di Bronte

Nel cuore di Maletto, il laboratorio dei fratelli Vincenzo e Carmelo Orefice trasforma l'Oro Verde di Bronte in dolci che uniscono tradizione e innovazione. Una storia di terra vulcanica, lavorazione artigianale e sapori autentici.

Ci sono luoghi dove la pasticceria non è solo un mestiere, ma il racconto di un territorio. Il laboratorio dolciario O.D.E. nasce dalla trentennale esperienza dei fratelli Vincenzo e Carmelo Orefice nel settore dolciario e, in particolare, nella lavorazione e trasformazione del cosiddetto Oro Verde di Bronte: il celebre Pistacchio di Bronte DOP. È proprio a Maletto, borgo adagiato sulle pendici dell'Etna, che prende vita questa realtà artigianale, dove la preparazione dei prodotti segue i canoni della tradizione, sposati alle nuove tecnologie.

Il risultato è una dolceria che custodisce il sapere di un tempo senza rinunciare alla qualità e alla sicurezza di oggi. Ogni prodotto porta con sé il profumo di una terra generosa e difficile al tempo stesso, quella terra lavica che rende unico tutto ciò che vi cresce.


La Pistacia vera: un albero che sfida il vulcano

Per capire il valore dei dolci Orefice bisogna conoscere la pianta da cui tutto ha inizio. Il pistacchio di Bronte, la Pistacia vera, è un albero che potrebbe superare i 10 metri di altezza, anche se gli agricoltori, con la potatura, lo mantengono più basso per favorire la raccolta, che avviene in genere ogni due anni. È una pianta longeva e straordinariamente resistente: può vivere circa 300 anni, prospera nei climi caldi e secchi e, nella sua varietà autoctona che cresce da Bronte fino a Ragalna sulle pendici dell'Etna, riesce talvolta a ricrescere perfino dopo essere stata travolta dalla lava del vulcano.

MASCHIO E FEMMINA, UNA QUESTIONE DI EQUILIBRIO

L'albero del pistacchio ha una fioritura sessuata: esistono piante maschio e piante femmina. Sebbene in botanica si indichi che un albero maschio possa fecondarne fino a dieci femmina, nella pratica gli agricoltori impiantano un maschio ogni cinquecento alberi femmina, affidando gran parte del lavoro al vento.

La straordinaria qualità organolettica ha un prezzo: sul mercato il pistacchio di Bronte vale circa il doppio di quello estero. Eppure, nonostante l'alto valore, la sua coltivazione — portata avanti da circa mille agricoltori — raramente basta a sostenere da sola le famiglie, rappresentando più spesso un prezioso complemento al reddito. È un'economia fatta di dedizione, dove ogni pianta richiede cura e pazienza.


Dalla raccolta alla “tignosella”: gesti antichi

La raccolta del Pistacchio di Bronte comincia nella prima settimana di settembre, ogni due anni, dopo le prime piogge. Quando queste tardano a fine agosto, l'agricoltore è costretto a irrigare la pianta pochi giorni prima della raccolta: un'impresa tutt'altro che semplice, dato che molte piante crescono su terreni sciarosi e scoscesi, che ostacolano sia l'irrigazione sia la raccolta stessa.

Appena raccolto, il pistacchio va liberato dal mallo — la pelle che ricopre il guscio — e asciugato al sole per almeno tre o quattro giorni, pena un'infezione parassitaria. Si ottiene così la tignosella, che l'agricoltore vende al trasformatore: oggi la sgusciatura avviene con macchinari moderni, ma un tempo era un rito domestico. Le famiglie sgusciavano il pistacchio a mano, su una pietra lavica “a occhio di pernice”, i cui fori accoglievano la tignosella: un colpo preciso di martello sulla punta lasciava il frutto perfettamente integro. È da questa cultura secolare che nasce la sapienza della Dolceria Orefice.

Zoom: le tre paste di mandorla alla frutta

Tra le specialità della casa spiccano le paste di mandorla, dolcetti morbidi che fondono l'arte pasticcera etnea con vivaci note di frutta candita e un tocco di granella di pistacchio. Nascono tutte a Maletto (CT), secondo i dettami della tradizione siciliana, con mandorle (10%) e legumi (35%) che ne regalano la caratteristica sofficità. Confezione da 250 g, intensità di gusto 4 su 5: perfette a fine pasto, in abbinamento al caffè o come raffinato regalo gourmet. Ecco le tre varianti alla frutta.

Paste di Mandorla all'Arancia

ARANCIA CANDITA · GRANELLA DI PISTACCHIO

Un tripudio di profumi mediterranei: la morbidezza della pasta di mandorla incontra la vivace dolcezza dell'arancia candita, bilanciata da note aspre e fruttate e dalla croccantezza del pistacchio. Ideale a fine pasto agrumato, con un calice di Malvasia delle Lipari o un caffè nero bollente. Scopri il prodotto →

Paste di Mandorla alla Fragola

FRUTTA CANDITA · GRANELLA DI PISTACCHIO

L'arte della pasticceria siciliana incontra note fruttate uniche: un equilibrio calibrato di consistenze morbide e profumi avvolgenti, con frutta candita e granella di pistacchio per un profilo aromatico ricco e sfaccettato. Deliziose con uno Zibibbo ben freddo o un amaro locale a fine pasto. Scopri il prodotto →

Paste di Mandorla al Limone

LIMONE CANDITO · GRANELLA DI PISTACCHIO

La freschezza degli agrumi etnei: una fetta di limone candito in superficie e la granella di pistacchio creano un perfetto contrasto tra la dolcezza dell'impasto e l'aroma vivace del limone siciliano. Perfette nella pausa pomeridiana con un infuso di scorze d'agrumi o un caffè corto. Scopri il prodotto →

Scheda prodotto (valori comuni)

Formato Sacchetto da 250 g
Mandorle / Legumi 10% / 35%
Valore energetico 343 kcal / 100 g
Zuccheri 61 g / 100 g
Origine Maletto (CT), Sicilia
Allergeni Soia, mandorle, albume d'uovo, pistacchio

Conservare in luogo fresco e asciutto. Presenti conservante E202 e coloranti (E120, E150a). Valori indicativi.


PORTA A CASA LA DOLCEZZA DELL'ETNA

Le tre paste di mandorla Orefice (arancia, fragola e limone) sono disponibili in sacchetto da 250 g a €3,99 ciascuna, confezionate con cura e spedite in 48 ore. Scopri le paste di mandorla →

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